Libellula: vietare pirogassificatore con piano strutturale

Restano tanti interrogativi, domande ancora senza risposta al comitato La Libellula dopo l’assemblea di Fornaci di Barga di lunedì sera (22 gennaio) alla quale hanno partecipato oltre 300 persone.

Anzitutto la questione del pirogassificatore per trattare il pulper, lo scarto di cartiera. Secondo alcuni degli esperti intervenuti la produzione del distretto lucchese potrebbe non bastare al progetto avanzato da Kme e il timore dei cittadini è che i rifiuti vengano portati a Fornaci da altrove. E’ sembrata anche tiepida la risposta del sindaco, visto che i cittadini hanno ricordato che per realizzare l’impianto servirà una variante urbanistica e quindi il via libera del consiglio comunale. In questo senso i cittadini chiedono al Comune di rendere impossibile un nuovo impianto con il piano strutturale in fase di elaborazione.

“Il movimento ha particolarmente apprezzato l’ampia presenza di lavoratori Kme e dell’ad Pinassi il cui intervento – spiega il movimento La Libellula – ha mantenuto sempre toni di pacatezza ed apertura alla critica, in un dibattito a tratti anche aspro. Un po’ di delusione invece per l’assenza di alcuni politici invitati, tra cui non possiamo non citare l’onorevole Raffaella Mariani e il consigliere regionale Ilaria Giovannetti così come molti sindaci della Mediavalle e della Garfagnana; altri come l’assessore regionale Marco Remaschi dal quale avevamo udito accuse di ambientalismo da tastiera, speriamo non riferite a noi, hanno preferito non intervenire, evidentemente consci della validità delle nostre argomentazioni. Il senatore Andrea Marcucci, impossibilitato a partecipare, ha dato la disponibilità per un incontro pubblico”.
“L’intervento del professor Connett, presentato nella vivace maniera americana – ha ricapitolato la Libellula -, ha affermato l’inesistenza al mondo di un impianto funzionate di pirogassificazione di pulper di cartiera, fornendo esempi di numerosi tentativi passati rivelatisi fallimentari dal punto di vista sia tecnico che economico; ha specificato inoltre che in tutti questi fallimenti a rimetterci non sono mai stati i dirigenti, beneficiari di larghe buonuscite, ma i lavoratori che hanno perso il posto: eventualità sulla quale c’è senza dubbio da riflettere. Infine la sua affermazione sul raggio di dispersione delle diossine pari a circa 50 chilometri, ci fa capire quanto la questione pirogassificatore non riguardi solo Barga, ma l’intera Valle del Serchio”.
“Con l’intervento dell’ad Pinassi – va avanti La Libellula – il tema si è spostato dall’aspetto ambientale e sanitario del pirogassificatore a quello puramente economico. L’amministratore ha dichiarato che l’unica soluzione possibile per garantire l’autoproduzione di energia è quella di usare una turbina per la quale Kme sta cercando il combustibile, che nell’ipotesi di pirogassificazione sarebbe costituito dal pulper di cartiera. Immediate obiezioni hanno suggerito l’utilizzo di metano, energia sicuramente più pulita e già largamente impiegata per il medesimo scopo da altre aziende energivore, cartiere in primis, con tecnologie affidabili e disponibili in loco; l’amministratore si è limitato ad un lo prenderemo in considerazione, come se il metano non fosse la soluzione più logica in considerazione anche del suo potere calorifico nettamente superiore a quello dei rifiuti”.
“L’ad – va avanti il comitato – ha escluso anche che Kme voglia entrare in concorrenza con il progetto Life Eco-Pulplast nel reperimento di pulper; alla replica di Ercolini sull’insufficienza delle quantità di pulper prodotte dal distretto cartario lucchese per entrambe le destinazioni, ha dovuto poi ammettere che in quel caso l’azienda dovrebbe importare rifiuti da altrove: sarebbe veramente paradossale che un comune virtuoso come Barga, dove si è raggiunto il record eccezionale del 85% di raccolta differenziata nel 2016, divenisse la discarica di rifiuti provenienti da mezza Italia. Per quanto riguarda il tema della competitività dei costi dell’energia, gli è stato ricordato che in una sua intervista del Marzo 2017 affermava che le tariffe energetiche italiane penalizzavano lo stabilimento con una spesa annua superiore di 2 milioni di euro ai concorrenti tedeschi; adesso che la normativa è cambiata e Kme ha ottenuto lo sconto richiesto l’argomentazione del gap competitivo non può più essere utilizzata; a questo Pinassi non ha saputo controbattere efficacemente, ammettendo candidamente che oggi il prezzo dell’energia è pari a quello della Germania ed appellandosi ad un vago concetto di competitività generale dello stabilimento, che però a questo punto niente ha a che fare con la questione energetica.; il sospetto che il raggiungimento di tale competitività avvenga tramite gli introiti derivanti dallo smaltimento di pulper prodotto dal distretto cartario lucchese, ad oggi stimati tra gli 8 e i 10 milioni di euro l’anno, viene fugato dallo stesso ad che afferma che il core business di Kme rimarrà la lavorazione del rame e che l’azienda non ha interesse ad aiutare il settore cartario. L’esempio del sereno inserimento ambientale dell’inceneritore di Copenaghen risulta improprio, in primo luogo per la diversa conformazione orografica dei due siti: un’ area ventosa priva di rilievi quella di Copenaghen contro una Valle del Serchio chiusa e poco ventilata; in secondo luogo perché essendo in funzione da soli 10 mesi non è possibile giudicarne l’impatto ambientale e sanitario, come dimostrato dagli studi del professor Biggeri sui lunghi periodi di latenza delle malattie collegate alle emissioni; si precisa poi che nel caso danese si tratta di un inceneritore che offre teleriscaldamento a case ed uffici, non di un pirogassificatore di rifiuti atto ad assolvere prettamente le esigenze economiche dell’azienda, lasciando ai cittadini solo gli effetti dannosi del fumo passivo”.
Il sindaco Bonini ha confermato la posizione ancora neutrale del Comune di Barga, che si riserva una presa di posizione al momento della presentazione di un progetto concreto.
”Il suo ’non scambieremo un solo posto di lavoro con la salute della comunità’  – spiegano i cittadini -ci fa comunque ben sperare. Siamo soddisfatti della conferma del sindaco riguardo l’installazione di una centralina mobile nel Comune di Barga a partire da Febbraio 2018, ma confidiamo anche nell’attivazione del Comune per l’ottenimento di una centralina fissa i cui dati saranno sicuramente più significativi. Meno soddisfatti ci ha lasciati la risposta ad una domanda del pubblico relativa al regolamento urbanistico e al piano strutturale intercomunale attualmente in formazione. L’autorizzazione ad un tale progetto, data la sua non conformità alla normativa comunale, sarebbe possibile solo mediante l’approvazione di una variante al regolamento urbanistico, procedimento da attivare sotto su valida motivazione e con un iter complesso ed aperto alla partecipazione cittadina. Bonini ha ribadito invece la necessità di analizzare un progetto concreto per valutarne la conformità o meno agli strumenti urbanistici ed eventualmente le condizioni per l’avvio di una variante urbanistica. Ci chiediamo quali variabili in un progetto per un pirogassificatore possano fare da ago della bilancia per stabilire se si tratta di mantenimento e all’adeguamento tecnologico e funzionale dell’attività esistente o di impianto per nuova attività; stesso interrogativo vale per l’aspetto ambientale e sanitario: non sono sufficienti le conoscenze scientifiche, ampliamente argomentate dai relatori intervenuti, per prendere atto della pericolosità di un inceneritore? Concludiamo augurandoci che il piano strutturale intercomunale in fase di elaborazione recepisca i risultati delle analisi ambientali ed epidemiologiche assicurate dal sindaco, certi che tale piano insieme al regolamento urbanistico siano strumenti fondamentali per scongiurare una volta per tutte la realizzazione di impianti di incenerimento nella nostra valle, come dimostrato dal comune di Fabbriche di Vergemoli”.

 

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