Pirogassificatore, uno specchietto per le allodole?

Pirogassificatore, uno specchietto per le allodole?

venerdì, 1 giugno 2018, 00:19

di andrea cosimini

Un incontro, essenzialmente, divulgativo quello di ieri sera al cinema Roma di Barga, coordinato come sempre dal movimento per l’ambiente “La Libellula”, mirato a fare luce sulle possibili conseguenze che un pirogassificatore realizzato in una valle come la nostra potrebbe avere sulla salute dei cittadini.

Un incontro, però, dal sapore teorico visto che nessun progetto concreto è stato ancora messo sul tavolo dall’azienda Kme di Fornaci di Barga. Nonostante questo sono molti i comitati e le associazioni che sono scesi in campo per dare battaglia a questa nuova ipotesi partorita dall’azienda per abbattere i costi energetici e provare a risollevare così la sorte occupazionale dei lavoratori.

Pochi politici tra la platea. Al di là dell’onnipresente sindaco di Barga Marco Bonini, e della sua amministrazione, ha spiccato la presenza, seppur silenziosa, della consigliera regionale Ilaria Giovannetti, assente ai due precedenti dibattiti pubblici, e “bacchettata” più volte dal movimento per la sua mancata risposta ai ripetuti inviti nonostante sia stata la prima firmataria di una discussa mozione sulla questione “pirogassificatore” passata in consiglio regionale. Presente, nelle ultime file, anche il segretario della Lega Nord Simone Simonini, presente anche ai due precedenti incontri, e il consigliere regionale Tommaso Fattori, esponente di Sì Toscana Sinistra, protagonista di un’interrogazione in regione, e dichiaratamente contrario all’ipotesi paventata da Kme.

La serata si è aperta con la presentazione dei tre comitati che hanno voluto, e organizzato, questo incontro divulgativo. Il primo a prendere la parola è stato Francesco Bertoncini, del movimento “La Libellula”, che ha ricordato le ragioni dell’opposizione al pirogassificatore: “Ci opponiamo per motivi sanitari/ambientali, visto l’eccesso di ricoveri e l’alta mortalità in valle derivanti da malattie legate agli inquinanti, perché non crediamo al problema dei costi energetici dell’azienda, ormai in linea con i paesi europei, e perché non accettiamo il ricatto occupazionale”.

E’ stata quindi la volta di Andrea Guzzoletti, dell’Osservatorio sulla salute nella Valle del Serchio, che ha ricordato invece gli obiettivi dell’osservatorio ed ha lanciato un appello a tutti i cittadini affinché si tengano costantemente aggiornati: “L’osservatorio – ha spiegato – si occupa di monitorare la situazione sanitaria della valle. Riteniamo che la nostra sia una zona particolare, con una viabilità particolare, che non può essere trascurata quando si ragiona in termini di salute dei cittadini. L’appello che faccio è quello di restare attenti e informati su quanto succede perché è un nostro dovere morale”.

Infine, ha parlato Leonardo Mazzei, del Comitato per l’Attuazione della Costituzione in Valle del Serchio, che ha citato a tal proposito l’articolo 32 della Costituzione che recita testualmente: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della comunità”: “Kme – ha attaccato Mazzei – pone il tema “pirogassificatore” in termini di ricatto di posti di lavoro. E noi non lo accettiamo. Dalla coltivazione idroponica, siamo passati all’ipotesi di una joint venture con Eredi Gnutti, e oggi siamo giunti all’ipotesi “pirogassificatore”. Un’ipotesi, a mio avviso, non credibile al pari delle altre. Per questo ritengo che dobbiamo salvaguardare i posti di lavoro con una mobilitazione”.

Il dibattito è poi entrato nel vivo con i due interventi dei relatori Fabrizio Nardo, chimico industriale, e Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa, moderati per l’occasione dal dottor Mario Betti. I due hanno parlato del funzionamento e della complessità dei pirogassificatori, da un punto di vista tecnico, e delle possibili conseguenze sulla salute delle persone.

“Gli inceneritori a combustione indiretta – ha spiegato il dottor Nardo – sono quelli meno impattanti. Ma è difficile scendere nello specifico quando non abbiamo un progetto concreto con il quale confrontarci. I pirogassificatori sono infatti complessi da valutare. Voglio far notare però un aspetto legato ai fattori inquinanti: purtroppo, la tecnologia ci permette di misurare nell’aria solo le quantità di PM10 e PM2,5 che, però, sono le meno nocive; le più pericolose sono infatti le polveri ultra-sottili per le quali, purtroppo, non ci sono al momento strumenti per misurarle ed abbatterle”.

La dottoressa Gentilini, invece, si è soffermata sui rischi per la salute: “Sono 3 milioni – ha detto – i morti ogni anno per inquinamento atmosferico. Questo è un dato ufficiale dell’Osm. Purtroppo nell’aria respiriamo un cocktail di sostanze che aprono quindi un ventaglio ampio di malattie alle quali siamo a rischio”.

Molto interessante anche la parte finale della serata, dedicata agli interventi del pubblico, durante la quale sono state fatte alcune proposte, da parte degli esperti, per contrastare l’ipotesi paventata dall’azienda Kme. Una delle idee emerse è stata, ad esempio, quella di rivolgersi ad un ente terzo per la valutazione di impatto ambientale in modo da avere anche un confronto con le eventuali alternative al pirogassificatore (una su tutte, quella della riaccensione del forno Asarco).

Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì Toscana Sinistra, ha preso la parola per ribadire la propria posizione contraria al pirogassificatore e criticare pesantemente il progetto ipotizzato dall’azienda: “Ritengo sia sconcertante anche solo parlarne – ha incalzato -. Per quanto mi riguarda sono totalmente contrario. Ciò che avviene sulla pelle dei lavoratori di Kme è orribile. Chi gestisce Kme sta prendendo in giro tutti. L’ipotesi “pirogassificatore” non è altro che uno specchietto per le allodole”.

E in chiusura non è mancato l’appello alla politica. “Stasera – ha concluso il dottor Mario Betti – mi tornano alla mente i 20-25 anni di lotta a Fornoli contro la minaccia di creare un impianto a biomasse che sarebbe stato un disastro per la valle. Una lotta finita bene. Anche allora, ricordo, si misero sul piatto le menzogne del ricatto occupazionale. Voglio però ricordare che, anche qualora l’azienda faccia un progetto conforme alla legge, c’è sempre la possibilità di opporsi. A Bagni di Lucca, infatti, all’inizio sembravano essere tutti d’accordo. Poi, però, grazie al lavoro dei comitati e, grazie anche al cambio di indirizzo dell’amministrazione comunale, sono stati trovati numerosi cavilli che hanno di fatto affossato il progetto. Per cui, è vero che è importante sensibilizzare la cittadinanza, ma un ruolo chiave ce l’ha anche l’amministrazione comunale”.


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