Inizia la campagna striscioni “ROSSI BASTA”

“La sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine al termovalorizzatore di Case Passerini. Com’è noto io ero contrario e l’ho dichiarato a ottobre dell’anno scorso, quando le competenze su questa materia sono passate definitivamente alla Regione” (24 maggio 2018)

“La Regione è disponibile a dare il via libera al pirogassificatore alla Kme di Fornaci di Barga, se questo rispetterà i parametri previsti dalla legge.” (1 dicembre 2018)

Queste due dichiarazioni, all’apparenza inconciliabili tra di loro, sono state pronunciate dalla medesima persona ovvero Enrico Rossi, presidente della Giunta Regionale della Toscana, il famoso “ente preposto”, che dovrà decidere se rilasciare o meno l’autorizzazione per la realizzazione del gassificatore della KME a Fornaci di Barga. Che cosa differenzi i due impianti citati (Case Passerini e KME) non ci è dato sapere, se non, forse, la numerosità dei cittadini elettori delle due aree interessate, ovviamente enormemente superiore nella piana fiorentina rispetto alle poche decine di migliaia della Media Valle e Garfagnana; e quel progetto, mai tramontato, di fare del nostro territorio la pattumiera della Toscana, nonostante da noi si raggiungano record di raccolta differenziata nemmeno lontanamente avvicinati dall’area fiorentina.

E’ sconcertante che dopo la consegna di novemila firme in Regione, tra cui quelle di 18 sindaci su 20 della Media Valle e Garfagnana, e la presentazione di diverse mozioni contrarie all’impianto da parte delle Unioni dei Comuni, della Provincia e perfino del Consiglio Regionale, organo del quale la giunta dovrebbe seguire obbligatoriamente gli atti di indirizzo, Rossi e i suoi assessori tirino dritto per la strada del procedimento autorizzativo, ignorando la volontà popolare e quella degli enti del territorio.

Sembra quasi che l’unica cosa che conta realmente per Rossi e la sua giunta sia quell’anacronistico accordo tra controllore e controllato fatto con KME nel giugno 2018 nel quale la Regione si impegnava addirittura a “valutare la possibilità di sostenere gli investimenti come opere di interesse strategico regionale“; insomma non solo ad autorizzare, ma pare di capire persino a finanziare quest’opera, senza nemmeno sapere all’epoca in cosa consistesse, dato che il progetto non era ancora uscito.

Per tutti questi motivi il movimento La Libellula vuole dire un chiaro “BASTA” a Rossi e al suo atteggiamento incurante dei cittadini e delle istituzioni locali e lo vuole fare con una nuova campagna di striscioni a lui indirizzata: un sonoro “ROSSI BASTA”, perché i cittadini della Valle del Serchio non sono figli di un Dio minore, ai quali accollare un impianto che non si è voluto in casa propria!

Gli striscioni saranno già disponibili dal gazebo che il movimento allestirà durante la festa del I Maggio a Fornaci e che potremo così affiancare a quelli del “NO INCENERITORE” in modo da mandare ogni giorno il nostro messaggio verso i palazzi del potere fiorentini.

 

 

 

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