Non c’è peggior sordo….

Riparte, dopo il periodo delle ferie, la propaganda a favore dell’impianto della KME, il famigerato “pirogassificatore”; nuovamente i cartari spingono verso la realizzazione di questa fasulla soluzione ai loro problemi, che tanto pressanti non devono comunque essere se il settore, come da loro testimoniato, gode di ottima salute; ora però, a forza di battere la grancassa, sospettiamo che i suonatori stiano riportando seri danni ai loro timpani; sì perché ci sono delle domande che non solo noi, ma anche altri a partire dal nostro amico Rossano Ercolini, abbiamo più volte posto al settore cartario, che però pare non volerci sentire.

La prima, e che dovrebbe essere alla base di tutto: quante sono le tonnellate annuali di scarto di pulper inviato a smaltimento? Ancora si parla di queste famose 120.000 tonnellate, un quantitativo che risale alla notte dei tempi, ma che non risulta da alcuna fonte ufficiale aggiornata e che sospettiamo essere oggi molto inferiore, data la miglior qualità della raccolta differenziata porta a porta (come testimoniato da Comieco) e le attività di recupero della parte umida e cellulosica che alcune importanti aziende cartarie come Ds Smith stanno attuando. Un dato che coi moderni sistemi informativi le aziende del cartario che hanno firmato l’accordo con KME potrebbero tirar fuori in cinque minuti, ma di cui, ripetiamo, non troviamo alcuna fonte ufficiale, né nel progetto né altrove.

La seconda: che fine hanno fatto i progetti di recupero a freddo del pulper, come Ecopulplast? Anche qui silenzio assoluto, dopo aver ricevuto finanziamenti pubblici e essersi rifatto un’immagine da “green new deal”, il settore cartario pare aver abbandonato inspiegabilmente questa pista. Che il progetto di KME sia così seducente? Strano, perché come abbiamo più volte spiegato, i progetti di gassificazione di rifiuti sono sempre naufragati, in Italia come all’estero; ben lungi dal rappresentare l’avanguardia, sono quanto di più fallimentare si possa immaginare nel campo della gestione dei rifiuti.

A proposito di avanguardia: il 21 settembre si è tenuto al centro di ricerca “Rifiuti Zero” un workshop nazionale con partner importantissimi dell’industria e del commercio in cui si è illustrata una nuova alternativa agli imballi alimentari in plastica usa e getta, il “vetro liquido” realizzato dall’azienda italiana Qwarzo; tale materiale (qui la presentazione) in pratica attribuisce alla carta le proprietà del vetro (idro e oleo fobicità, resistenza termica e barriera a ossigeno e vapore) ed è in grado di sostituire tutti i film plastici nelle carte da forno o antigrasso e riciclabile al 100% facilmente dalle cartiere stesse; come si vede, una tale soluzione, sarebbe in grado di risolvere alla fonte gran parte del problema dello scarto di pulper.

Cari cartari, vogliamo una buona volta muoverci in queste direzioni, che sono quelle vere dell’economia circolare del terzo millennio anziché sostenere un mega inceneritore a 300 metri da case e scuole in una valle a bassa diffusività atmosferica e già funestata da eccessi di mortalità e malattie? Perché sia chiaro: questo impianto non lo vedrete né domani né mai. E questa insistenza a non vedere le vere soluzioni, che pure ci sono, ci fa pensare a questo punto che siate anche voi parte del problema.

Un altro caso di evidente sordità da grancassa pare abbia funestato l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni. Ricorderete il nostro invito fatto a fine agosto per un confronto pubblico; ebbene, al di là di invitarci a partecipare all’inchiesta pubblica che però è un confronto tra KME e gli autori delle osservazioni e non con la Giunta Regionale che è ciò che chiediamo, l’assessore non ha risposto all’invito. Prontissima a sedersi alla tavola per lei apparecchiata a Gallicano dal collega Remaschi e a dare lezioncine alquanto discutibili e senza possibilità di contraddittorio, si rifiuta invece di confrontarsi coi cittadini, quegli stessi che hanno mandato a Firenze quasi 9.000 firme. E’ sempre molto spiacevole quando un politico, che dovrebbe rappresentare e servire i suoi cittadini, rifiuta il confronto, che è il sale della democrazia. E ci conferma  ancor di più che sì, quando le fu offerto l’incarico che ricopre attualmente, avrebbe fatto molto meglio a dar retta alle sue perplessità iniziali e a declinare.

A proposito di democrazia e partecipazione, ricordiamo che in questo mese entra nel vivo il processo partecipativoTutti nella stessa Barga“: il 16, 23 e 30 ottobre ci saranno le tre serate durante le quali verranno illustrati i vari temi dagli esperti e si darà il via alla discussione tra i cittadini estratti a sorte dall’anagrafe del Comune di Barga; discussioni che poi sfoceranno in una serie di raccomandazioni che verranno inviate in Regione e dovranno essere considerate durante l’iter del procedimento autorizzativo del progetto KME; al pari di quanto fatto dal sindaco Caterina Campani, invitiamo tutti i cittadini che saranno estratti a sorte e contattati ad aderire a questa iniziativa, indipendentemente dall’opinione che hanno sulla questione; poter dire la propria e influire su un progetto che riguarda il futuro della Valle che abitiamo, crediamo sia un privilegio non comune, alla faccia di chi vorrebbe invece decidere da Firenze sopra le nostre teste senza nemmeno degnarsi di ascoltarci.

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