Prendo atto?

E’ Natale e a Natale siamo tutti buoni, per cui una proroga non si nega a nessuno; avrà pensato così l’Ing. Claudio Pinassi nel richiedere l’ennesimo rinvio per presentare le osservazioni al preavviso di diniego al progetto del pirogassificatore; rinvio richiesto addirittura fino al 30 giugno del 2021; in poche parole, si chiede di allungare il brodo di altri sei mesi.

Ripercorrendo le tappe di questo procedimento infinito, tutti ricorderanno che il progetto KME fu presentato in Regione nell’ottobre del 2018, da cui poi il termine per la presentazione delle osservazioni (aprile 2019) e l’ulteriore termine massimo di 6 mesi concesso a KME per far pervenire le integrazioni richieste dagli enti preposti, cioè novembre 2019.

Da quel momento in poi la Regione aveva tutte le carte per poter decidere definitivamente, assumendosi le sue responsabilità; con la conclusione dell’Inchiesta Pubblica si arrivò finalmente al preavviso di diniego del 10 luglio scorso che sembrava la pietra tombale sulla “piattaforma energetica“; preavviso che elencava tutta una serie di motivi sia direttamente ostativi (ricostruzione di Casa Buglia, invariante strutturale a livello ambientale, valutazioni negativa di USL, degli enti paesaggistici e di tutela della natura) sia altri non chiariti ma potenzialmente ostativi (natura dell’impianto, procedimenti di bonifica in atto, permesso a costruire, valutazione dei vigili del fuoco, ecc).

A tale preavviso KME richiese una estensione del termine ordinario di 10 giorni per far pervenire le sue osservazioni, estensione concessa fino al 30 novembre, in pratica altri 3 mesi e più rispetto ai termini di legge; ma come detto, anche questo non è stato ritenuto sufficiente da KME e eccoci quindi arrivati a questa ennesima puntata di una soap opera che rischia di far impallidire persino Beautiful quanto a longevità.

Alla base della richiesta stavolta ci sarebbero i procedimenti in corso presso il TAR riguardanti sia la vicenda della ricostruzione di Casa Buglia che quella dell’invariante strutturale di matrice ambientale che secondo il Comune di Barga graverebbe sui terreni destinati alla costruzione del pirogassificatore; procedimenti che quindi impedirebbero un giudizio completo su questi aspetti.

E la Regione cos’ha da dire? Per il momento ci fa sapere che prende atto.

Verrebbe da chiedersi: cosa significa di preciso “presa d’atto”? Non era sufficiente la pubblicazione sul sito della richiesta di KME per farla conoscere a tutti gli enti interessati? Forse per presa d’atto si lascia intendere una (ennesima) proroga in forma tacita? E perché pubblicare con un ritardo di quasi un mese questa richiesta (datata 27 novembre)? Ma è poi vero che gli uffici VIA non possono ancora prendere una decisione in merito al progetto?

Già perché come abbiamo elencato sopra, le ragioni del preavviso di diniego sono anche altre, oltre a Casa Buglia e alla questione dell’invariante: per esempio il parere sanitario negativo dell’Azienda USL, sul quale non ci risulta alcun giudizio pendente, così come quelli paesaggistico e naturalistico; vogliamo poi parlare della questione della classificazione dell’impianto, ovvero la famosa diatriba inceneritore-coinceneritore, che da sola rappresenta un potenziale criterio escludente?

Ci soffermiamo su questo argomento perché ormai è stato  sviscerato in maniera approfondita, anche in sede di Inchiesta Pubblica; la Regione è certamente l’autorità competente ed unica a dover decidere sul punto e se davvero ritiene, come affermato da KME a sprezzo del ridicolo, che il pirogassificatore vada a trattare un combustibile “paragonabile a rifiuti di legno” e che quindi possa essere classificato come co-inceneritore, abbia il coraggio di assumersene una buona volta la responsabilità; quale che sia la decisione finale, auspichiamo che al più presto si chiuda questa discussione una volta per tutte.

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