Le centraline Low-Cost

Centraline Low-Cost

La lotta all’inquinamento atmosferico è uno degli obiettivi principali della legislazione ambientale, sia europea che nazionale. Gli organi che attuano i programmi di controllo e risanamento dell’aria sono le Regioni, con il supporto delle Agenzie Regionali di Protezione Ambientale (ARPA).

Tra gli altri compiti, c’è quello di monitorare la qualità dell’aria per mezzo di centraline di rilevamento collocate in luoghi significativi.

Purtroppo la normativa negli ultimi anni ha ridotto sensibilmente il numero delle stazioni di rilevamento della rete fissa regionale. In alcuni luoghi c’è quindi il rischio di una incompleta rappresentazione del territorio.

Per questo motivo, e per sensibilizzare la popolazione al problema dell’inquinamento atmosferico, alcuni comitati della zona di Firenze hanno deciso di auto-costruirsi delle centraline a basso costo, condividendo in rete i risultati delle misure.

Cosa sta facendo La Libellula

La Libellula ha deciso di collaborare ed ampliare l’attuale rete di centraline fiorentine, introducendo punti di monitoraggio anche in Valle del Serchio. Stiamo perciò costruendo ed installando le nostre centraline fai-da-te, seguiti dagli amici “esperti” dei comitati fiorentini (mammenoinceneritore.org).

Come puoi partecipare

Puoi aiutarci innanzitutto diffondendo queste informazioni alle persone che ritieni sensibili a questi temi. Se vuoi puoi effettuare una piccola donazione per l’acquisto delle centraline, contattando uno di noi o recandoti presso Controvento Sport in via della Repubblica 214 a Fornaci di Barga. Puoi anche dare la tua disponibilità per “adottare” una centralina da posizionarsi a casa tua.

 

Come sono fatte le nostre centraline

Sono molto piccole, la metà circa di una scatola di scarpe. Vanno posizionate all’esterno, meglio se al primo piano e protette dalle intemperie. Hanno bisogno dell’alimentazione elettrica (i consumi sono ridottissimi, equivalenti a un caricabatterie da telefono cellulare), e necessitano anche di una rete wi-fi per inviare i dati.

Il sensore laser misura minuto per minuto le polveri presenti in atmosfera (PM10 e PM2.5), i dati sono visibili in tempo reale. Per vedere il funzionamento delle centraline di Firenze vai su cheariatira.it.

Dove verranno posizionate le nostre centraline

Raccogliamo le indicazioni di tutti coloro che si rendono disponibili ad ospitare una centralina. Poi cerchiamo di distribuire le centraline in modo da rappresentare bene tutta la valle. Non avrebbe senso, ad esempio, mettere due centraline a 200 metri di distanza tra loro. Per questo chiediamo a tutti di essere comprensivi, non sarà sempre possibile soddisfare tutte le richieste pervenute.

Domande frequenti

Le centraline fai-da-te sostituiscono le centraline Arpat?

No. Per legge le uniche misure riconosciute sono quelle ufficiali Arpat. Chi ha progettato la rete fai-da-te non vuole assolutamente entrare in competizione con Arpat, anzi, se possibile collaborare. Ad esempio, La Libellula intende posizionare una propria centralina vicino alla centralina Arpat di Fornoli, in modo da verificare sempre che le due misure siano allineate.

I nostri dati possono completare i dati Arpat. Arpat misura infatti la media giornaliera delle polveri. Noi le misuriamo minuto per minuto, e poi calcoliamo la media. I nostri dati possono quindi dare indicazioni preziose su quali sono le fonti inquinanti (ad esempio il traffico, se i valori risultano più alti nelle ore di punta, e via dicendo).

 

Possiamo fidarci di queste misure?

Le nostre centraline costano poco più di 100 euro, contro i quasi 100.000 di una centralina Arpat. Evidentemente la precisione di misura non può essere la stessa, tuttavia i margini di tolleranza sono veramente molto buoni, una volta che si sia effettuata una taratura accurata. I tecnici che tarano le centraline fai-da-te sono persone che conoscono molto bene Arpat, ed effettuano controlli accurati per garantire risultati molto simili ai dati Arpat. I comitati si avvalgono inoltre della collaborazione dell’associazione di Epidemiologia e Prevenzione formata da docenti dell’Università di Firenze, che controllano la correttezza della raccolta di questi dati.

 

Esistono già i limiti di legge. Che altro serve?

I limiti previsti purtroppo non bastano a tutelare la nostra salute. Ad es. per il PM10 la legge fissa un valore limite (media giornaliera) di 50 microgrammi a metro cubo. Per l’organizzazione mondiale della sanità il limite di sicurezza per la salute è invece 20 microgrammi a metro cubo. Una bella differenza…

Dobbiamo pensare che, anche al di sotto dei limiti di legge, ogni variazione di 10 microgrammi al metro cubo di particolato provoca una variazione dei tassi di mortalità di circa il 6% e di variazione dell’aspettativa di vita media di circa 6 mesi.

Dove vedremo i dati?

Collaboreremo direttamente al progetto cheariatira.it. Inoltre pubblicheremo i dati in tempo reale anche sul nostro sito.

 

 

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