I Medici favorevoli al Pirogas hanno usato in modo onesto i Documenti citati ?

I Medici favorevoli al Pirogas hanno usato in modo onesto i Documenti citati ?

Lettera in risposta ai Medici firmatari del Documento a favore del Pirogassificatore

sottoscritta da  :

Costante Aillon (cardiologo)    Jean-Louis Aillon (medico)

Marisa Bechaz (pediatra)   Catherine Bertone (pediatra)

Manuela Ciocchini (pediatra)  Alessandra Consolati (pediatra)

Marco Debernardi (pediatra)   Clorinda Benedetti (pediatra)

Fulvia Grasso (medico, oncologa)   Alessandra Malossi (oncologa)

Luna Meneghini (medico)    Alessandro Mozzicafreddo (oncologo)

Luca Peano (pediatra)  Christine Rollandin( medicina generale)

Sauro Salvatorelli (medico di famiglia) Paolo Serravalle (pediatra)

Ada Satragni (medico di base)  Silvia Spinazzè (medico, oncologa)

Solange Torre (medico, nutrizionista) Carlo Vettorato (anestesista)

“Un gruppo 65 medici, pediatri ed esperti del mondo scientifico a vario titolo, ha aderito all’appello contro il pirogassificatore, elaborando e presentando un corposo documento scientifico,

frutto di alcuni anni di lavoro, in cui vengono illustrate le proprie tesi avvalendosi di più di venti autorevoli fonti bibliografiche, nonché basandosi sulla documentazione presentata nel quarto “Rapporto della società britannica di Medicina ecologica”, comprendente una bibliografia di 257 voci”.

“Il gruppo dei medici favorevoli all’inceneritore  invece, ha scritto una lettera di una pagina, presentata pochi giorni prima del voto, la quale si avvale di scarse fonti bibliografiche con quattro o cinque citazioni, e di argomentazioni di dubbia validità, in quanto riportate solo parzialmente e decontestualizzate.

L’affermazione che “secondo uno studio condotto dai ricercatori del dipartimento di salute pubblica londinese, su 14 milioni di persone residenti intorno a 72 inceneritori di rifiuti, non sono state evidenziate differenze nell’incidenza e nella mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio presi in considerazione, così come non vi è stato declino dell’incidenza di tutti i tumori allontanandosi dagli inceneritori” è inesatta.

Nel riassunto del medesimo articolo P. Elliott afferma che “allontanandosi dall’inceneritore, nel raggio di 7,5 chilometri, abbiamo rilevato, in maniera statisticamente significativa, un declino del rischio complessivo per tutti i tumori, per il tumore dello stomaco, del colon-retto, del fegato e del polmone.

L’eccesso di rischio dal chilometro zero al chilometro uno oscillava dal 37 per cento per il tumore del fegato al 5 per cento per il cancro colon-retto”.

Quanto asserito dai medici favorevoli all’inceneritore si riferisce probabilmente solo ad un parte dei dati in oggetto, ovvero ai tumori il cui rischio non era risultato aumentato, come laringe, naso-faringe, tessuti molli e linfomi non-Hodgkin, oppure l’affermazione “tutti i tumori” va intesa non nel senso del rischio complessivo ma di “non vi era neanche un tumore il cui rischio fosse rimasto invariato”.

Per quanto riguarda la citazione del parere di Umberto Veronesi, ricordiamo che nella moderna letteratura scientifica il parere di un esperto è il più basso grado di evidenza mentre per quanto concerne la sicurezza dei limiti di legge, facciamo presente come negli scorsi decenni i limiti delle diossine erano circa dieci volte più elevati di quelli consentiti attualmente.

Allora si diceva che erano sufficienti, mentre ultimamente sono stati abbassati avendo riconosciuto che erano invece insufficienti. Siamo garantiti dal ripetersi di accadimenti simili? I limiti di legge coincidono sempre con quelli della nostra salute?

Per quanto riguarda il Comune di Bolzano è citato qualche dato ma senza il contesto e senza uno studio di riferimento. Ciò rende di dubbia validità quanto affermato.
Infine, vorremmo porre all’attenzione dei cittadini come, nella lettura integrale dello studio dell’associazione italiana di epidemiologiaprincipale documento citato come prova della non nocività dell’inceneritore – si evinca invece una tesi contraria all’argomentazione riportata dai medici favorevoli al pirogassificatore:

lo studio afferma che vi sono dei dati molto consistenti sulla nocività dei vecchi inceneritori e che non si possono escludere rischi per quanto riguarda i nuovi inceneritori.

Siccome i nuovi inceneritori emettono in atmosfera sostanze come diossine, furani, metalli pesanti “ipa”, particolato fine, ultrafine e nanoparticelle, simili a quelle prodotte dagli inceneritori di vecchia generazione e che sono in vario modo associate a gravi malattie come il cancro, le malattie cardiovascolari, respiratorie e neurodegerative, l’infertilità e le alterazioni fetali,

non potendo escludere questi rischi, riteniamo fondamentale adottare il principio di precauzione e propendere per l’alternativa proposta da “Valle Virtuosa”, il trattamento a freddo, che non presenta i problemi sopra menzionati per quanto concerne le tecnologie a caldo.

La Valle d’Aosta è una delle regioni italiane con il più alto tasso di incidenza di tumori e riteniamo auspicabili nuovi studi che cerchino di identificare e rimuovere le cause che stanno alla base di ciò, invece di aggiungere un’ulteriore pericolosa fonte emissiva.

Il caso dell’amianto dovrebbe averci insegnato qualcosa”.

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(ndr) Se non vi sembra possibile che 52 Medici abbiano avallato degli “errori” simili, controllate qui sotto la loro Lettera

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LETTERA DEI 52 MEDICI FAVOREVOLI AL PIROGAS

52 medici (tra i quali  il senatore Antonio Fosson, l’assessore regionale alla Sanità Albert Lanièce e la consigliera Uv Hélène Imperial, molti Primari Usl, e Luigi Sudano a capo del Comitato Valle Responsabile) hanno firmato una lettera aperta nella quale si sostiene che la scelta dell’impianto fatta dalla Regione sia “una scelta fatta a garanzia della tutela e della salvaguardia della salute di tutti i valdostani”.

“Noi medici quotidianamente a contatto con la realtà valdostana, nella quale operiamo e viviamo con le nostre famiglie, vogliamo portare all’attenzione della popolazione come nella letteratura scientifica vi siano significativi studi epidemiologici relativi all’impatto sulla salute dei sistemi di smaltimento dei rifiuti.

Tra i più rilevanti quello dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE), massima autorità a livello nazionale, per la quale la valutazione delle osservazioni epidemiologiche non depone per un incremento di rischio per la salute umana dal trattamento dei rifiuti mediante sistemi a caldo, in impianti dotati delle migliori tecnologie disponibili. Una conclusione sostenuta dalle concentrazioni estremamente basse di sostanze tossiche che caratterizzano le emissioni di questi nuovi impianti.

A tal proposito, l’AIE suggerisce comunque la conduzione di osservazioni accurate, come d’altronde deciso dal Governo regionale, per mezzo di un piano di monitoraggio delle emissioni e di sorveglianza sanitaria. In Valle d’Aosta, il primo monitoraggio sarà attuato dall’ARPA, mentre il secondo sarà a cura del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL Valle d’Aosta.

L’indice di inquinanti del pirogassificatore – molto al di sotto dei limiti normativi vigenti per quanto concerne l’impianto della Valle d’Aosta – è sottolineato anche nei lavori della recente XII Conferenza Nazionale di Sanità, dai quali è emerso che “.gli attuali limiti normativi europei sono del tutto adeguati a tutelare l’esposizione puntuale agli agenti di rischio emersi dall’attività degli impianti”. Sulla stessa posizione, vi sono nomi illustri dell’oncologia mondiale, tra i quali il prof. Umberto Veronesi.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Salute Pubblica londinese, inoltre, su 14 milioni di persone residenti intorno a 72 inceneritori di rifiuti, non sono state evidenziate differenze nell’incidenza e nella mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio presi in considerazione, così come non vi è stato declino dell’incidenza di tutti i tumori allontanandosi dagli inceneritori.

E’ inoltre importante evidenziare come, nell’Atlante del cancro nelle regioni alpine del 2010 (mappature dei tumori nelle regioni del nord-est delle Alpi) emerga che, nella provincia di Bolzano, dove da 20 anni c’è un impianto a caldo per il trattamento dei rifiuti, non vi è aumento dell’incidenza di tumori correlati all’inquinamento (linfomi non-hodkin, tumori maligni del polmone .) mentre quelli in aumento sono correlati ad altri fattori, come il fumo e l’abuso di bevande alcooliche.

Si conclude, dunque, che il moderno impianto di pirogassificazione che l’Amministrazione regionale ha previsto per lo smaltimento dei rifiuti in Valle d’Aosta garantisce una notevole riduzione delle emissioni (ossido nitrico, monossido di carbonio, idrocarburi policiclici aromatici e diossina), abbondantemente al di sotto dei limiti di legge: una scelta fatta a garanzia della tutela e della salvaguardia della salute di tutti i valdostani”.

Il testo è stato firmato da:
Franz De La Pierre, Geriatra
Nunzio Venturella, Medico di Medicina Generale
Guido Giardini, Neurologo
Stefano Mosca, Ginecologo
Albert Lanièce, Medico di Medicina Generale
Gino Sapone, Medico di Medicina Generale
Rodolfo Riva, Pneumologo
Rodolfo Farcoz, Medico di Medicina Generale
Luigi Sudano, Oncologo e Sanità Pubblica
Leonardo Di Cesare, Medico di Medicina Generale
Giuseppe Cannizzo, Ginecologo
Franco Brinato, Medico Pronto Soccorso
Domenico Carbone, Medico di Medicina generale
Luca Cavoretto, Medico 118
Cristina Casalino, Fisiatra
Piera Perona, Medico di Medicina Generale
Maurizio Norat, Dermatologo
Hadri Abdulsattar, Medico di Medicina Generale
Emanuele Muraro, Radiologo
Michele Di Stefano, Ginecologo
Carlo Orlandi, Medico di Sanità pubblica
Edo Bottacchi, Neurologo
Giulio Doveri, Internista Endocrinologo
Mario Treves, Medico di Medicina Generale
Flavio Peinetti, Chirurgo Vascolare
Paolo Canzi, Otorino
Domenico Chiodo, Otorino
Maurizio Boson, Otorino
Pateras Dimitrios, Otorino
Pietro Canzi, Otorino
Carmine Lauriola, Medico di Medicina Generale
Paul Dalle, Medico di Medicina Generale
Massimo Martorina, Oculista
Marina Tumiati, Medico Legale
Solutore Ruffino, Medico Medicina Generale
Maurizio Roveroni, Medico Chirurgo
Tiziano Bruno, Odontoiatra
Annita Prezzavento, Medico Internista
Antonio Fosson, Chirurgo
Hélène Imperial, Chirurgo vascolare
Roberto Rosset, Medico di Medicina Generale
Nadia Giavelli, Medico di Medicina Generale
Sandro Benvenuti, Urologo
Fabrizio Priod, Medico Medicina del Lavoro
Giampaolo Carmosino, Internista
Maurizio Pica, Ginecologo
Marco Salvatores, Ginecologo
Dante Salvatores, Ginecologo
Rosaldo Allieta, Chirurgo
Luigi Codipietro, Anestesista Rianimatore
Matteo Castagnola, Chirurgo Vascolare
Federico Navaretta, Chirurgo Vascolare

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NOTA (ndr) Come si può notare, le Polveri Ultrafini semplicemente non vengono neanche menzionate….. Decenni di rinomati studi internazionali sul tema – vengono tranquillamente ignorati   ( …. è vero che siamo Autonomi… ma non si sta esagerando un po’ ?…..)   

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UNA RICHIESTA DI CHIARIMENTO

ALL’ORDINE DEI MEDICI v.d. AOSTA  e  ALL’ORDINE DEI MEDICI NAZIONALE

* Da parte dei Medici favorevoli al Pirogas – è stato fatto un uso onesto dei Documenti citati a favore delle loro Tesi?

*L’Ordine dei Medici potrebbe pronunciarsi sulla correttezza deontologica di questa operazione ?

* Se un qualunque Studente di Medicina utilizzasse in tal modo un Testo, non verrebbe giustamente rimproverato di uso fraudolento di Documenti altrui ?

* Questa operazione non nuoce alla credibilità dell’intera classe medica?

(ndr L. C.)

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AGGIORNAMENTO 

dal Sito di  “MEDICINA DEMOCRATICA”

(………)       * Ci si permette di ricordare che lo studio di Elliott – citato dai medici favorevoli alla pirogassificazione – è stato classificato in due autorevoli metanalisi (Franchini M ed al.  e  Porta D ed al **) ) come fra quelli che attestano in modo statisticamente significativo rischi per la salute per esposizione ambientale ad emissioni di inceneritori, in particolare per: tutti i tumori, tumore al colon-retto, allo stomaco, al polmone e al fegato.

Addirittura nella metanalisi di Porta vengono esaminati e quantificati dettagliatamente anche i possibili bias (errori metodologici) ed i possibili confoundings (fattori confondenti), stimando che il metodo usato da Elliott (l’uso della semplice distanza come metodo per valutare l’esposizione alle emissioni) abbia portato ad una sottostima dei rischi che compensa abbondantemente l’eventuale sovrastima dovuta ai possibili fattori di confondimento non adeguatamente considerati nello studio…..

LEGGI TUTTO il documento  sul Sito di Medicina Democratica.

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