A Fornaci la scienza si chiude a pochi eletti

Ad un anno esatto dal grande convegno fornacino organizzato il 22 gennaio 2018 al cinema Puccini dal Movimento La Libellula – che ebbe relatori del calibro di Paul Connet, Rossano Ercolini e Annibale Biggeri – ieri 22 gennaio 2019 anche KME ha effettuato un suo convegno sull’importante tema della rivoluzione energetica in corso.

Fuori dal convegno, al bivio che porta da Via della stazione al Campone, il gruppo “No al pirogassificatore di Fornaci di Barga”, coadiuvato dal Movimento la Libellula, ha organizzato un piccolo presidio con tre striscioni per manifestare la sua contrarietà all’inceneritore che KME vuole realizzare in mezzo al paese di Fornaci di Barga.

Al termine del piccolo presidio pacifico, tre membri della Libellula, interessati ad ascoltare gli autorevoli relatori sul tema dell’innovazione energetica, si sono avvicinati al cancello e hanno chiesto alle guardie di partecipare al convegno.

Le guardie, gentilmente, li hanno fatti attendere e sono andate ad interpellare un responsabile del convegno il quale è venuto al cancello e ha gentilmente detto ai tre che non potevano entrare.

Ora, per quanto ne sappiamo i convegni accademici e culturali non si fanno a porte chiuse perché la cultura e la scienza sono per loro natura diffusive, tanto che di solito gli organizzatori di convegni si adoperano per cercare di avere una buona affluenza di pubblico.

Il fatto che un convegno di studio abbia bisogno di respingere gli interessati non pare proprio un buon segno, tanto più su un tema come quello dell’energia che ha bisogno di essere riflettuto, discusso e conosciuto da tutti.

Riguardo poi alle dichiarazioni che l’Amministratore Delegato di KME Pinassi ha rilasciato ieri, secondo cui il pirogassificatore migliorerà la situazione attuale “a parità di produzione”, la Libellula e il gruppo “No al pirogassificatore di Fornaci di Barga” affermano che non c’è affatto da aspettarsi alcun miglioramento e che anzi, poiché la situazione attuale della Valle è già compromessa sia sotto il profilo ambientale che sanitario (come emerso la sera del 3 ottobre scorso in Aula Magna a Barga quando sono stati presentati i dati sanitari aggiornati sulla Valle del Serchio), chi dovrà decidere sul destino di un’intera Valle tenga in forte considerazione le quasi novemila firme di contrari all’inceneritore e ascolti la volontà della popolazione che da un anno e mezzo chiede a gran voce un’alternativa al pirogassificatore.

Foto di Graziano Salotti

Foto di Graziano Salotti

Foto di Graziano Salotti

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