LE DOMANDE AI CANDIDATI REGIONALI

DOMANDE AI FUTURI CANDIDATI ALLE ELEZIONI REGIONALI 2020

Sulla questione del PIROGASSIFICATORE KME

e più in generale sui temi ambientali con particolare riferimento

al trattamento rifiuti e all’economia circolare

Il movimento per l’ambiente della Valle del Serchio La Libellula con:

– Comitato per l’attuazione della Costituzione

– Lega italiana lotta alla fibrosi cistica

– Terranostra – Lucca

– Coldiretti – Lucca

alla luce dell’esperienza di contrasto al progetto di Pirogassificatore KME svolta in questi ultimi tre anni – chiede a tutti i candidati alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale della Toscana di prendere visione dei seguenti quesiti e di esprimersi in relazione ad essi, autorizzando i richiedenti a rendere pubbliche a mezzo stampa e sui propri canali web e social le risposte prodotte.

Chiediamo dunque ai futuri candidati di esprimere un giudizio (favorevole o contrario) preferibilmente di tipo argomentativo e di assumere l’impegno personale, qualora eletti, di operare fattivamente in tale direzione in merito ai seguenti punti:


Qualità dell’aria:

1. provvedere celermente all’aggiornamento della rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria inserendo una postazione fissa a Fornaci di Barga;

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi 

SI SI SI SI SI SI SI SI

2. implementare un dataset meteo-diffusionale coinvolgendo Arpat, Lamma (e anche enti terzi indicati dalla società civile) per fornire dati certi sul micro-clima locale che possano essere univocamente rappresentativi delle condizioni atmosferiche da utilizzarsi per tutte le future simulazioni. Questa attività potrebbe essere incentivata anche alla luce della recente legge regionale sui beni comuni (L. Reg 71 del 24.7.2020), che definisce l’aria e gli altri comparti ambientali appunto come beni “materiali, immateriali e digitali che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona”. Data la natura di tali beni, se ne può prevedere la tutela in modo partecipato (l’art. 1 della legge parla di favorire la “cittadinanza attiva”).

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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Partecipazione:

3. prendere atto della contrarietà delle comunità locali al progetto del pirogassificatore KME come emerso dal processo partecipativo, dall’inchiesta pubblica e dalle 9000 firme raccolte e presentate in Regione nel gennaio 2019;

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

SI SI SI SI SI SI SI SI

4. costituire un tavolo di lavoro (ivi prevedendo la partecipazione attiva della cittadinanza e di enti terzi) per lo studio di soluzioni alternative per il rilancio dello stabilimento di KME;

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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5. costituire un tavolo di lavoro (ivi prevedendo la partecipazione attiva della cittadinanza) per lo studio del trattamento dei rifiuti del comparto cartario, privilegiando, come indicato dalle linee guida europee sull’economia circolare, le operazioni tese alla riduzione alla fonte, alla progettazione per il riuso, al recupero di materia, facendo propria la filosofia già sperimentata con successo nel progetto Life Ecopulplast, con il coinvolgimento diretto del movimento Zero Waste Italy.

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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Sanità / Principio di precauzione:

6. supportare ASL e Comuni nell’affermazione del principio di precauzione, con la conseguente moratoria a qualsiasi ulteriore autorizzazione che peggiori il quadro emissivo, finché non saranno noti i risultati delle ricerche in corso ( come il progetto di Citizen Science ‘‘Aria di ricerca in Valle del Serchio’’) e non si saranno concluse le eventuali necessarie bonifiche;

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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7. moratoria nei confronti della tecnologia 5G finché non saranno disponibili dati scientifici certi che dimostrino l’inesistenza di effetti sanitari. Supporto delle posizioni dei sindaci e contro il piano Colao che togliendo loro autorità, profila rischi di incostituzionalità.

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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Impianti e iter autorizzativi

8. chiarire la classificazione dell’impianto proposto da KME tenendo conto delle sentenze della corte europea presentate in sede di osservazioni e inchiesta pubblica;

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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9. introdurre l’obbligatorietà della VIS (Verifica Impatto Sanitario) secondo le linee guida ministeriali per tutti i futuri iter autorizzativi di competenza regionale

Vigni

3V

Barzanti

PCI

Giannini

Fdi

Galletti,Prota,Pescucci,Bellandi,Loconsole

M5S

Fattori, Barsi

Sì Tosc.

Puppa

PD

Tetti

Europa Verde

Fantozzi

Fdi

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I quesiti sopra esposti derivano dai temi salienti correlati al progetto KME e oggetto delle mozioni presentate in consiglio regionale negli anni 2018-2019. Di fatto sono il frutto di un cammino condiviso che ha avuto e ha al suo centro di interesse la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Riteniamo che le questioni ambientali in gioco (sempre e inevitabilmente legate a quelle sociali), emerse e continuamente studiate e valutate anche con il contributo di esperti, siano così importanti da incidere sul futuro della Valle del Serchio. Pertanto ci pare utile ripercorrere le tappe salienti della questione come segue:

Nel 2018 KME si impegnava a realizzare una piattaforma energetica nello stabilimento di Fornaci di Barga per rilanciare l’occupazione e produrre un miglioramento del quadro emissivo complessivo1. Secondo Libellula, le associazioni scriventi e i valutatori del progetto, oggi è chiaro che lo stesso risulta peggiorativo dal punto di vista delle emissioni e non risolutivo del problema occupazionale, poiché la nuova attività, di fatto smaltimento di rifiuti, appare totalmente scollegata dal core business aziendale.

– i dati epidemiologici di ARS (Agenzia Regionale di Sanità) testimoniano eccessi di mortalità in Valle del Serchio per alcune patologie (tra cui quelle renali, potenzialmente correlate a inquinamento da metalli pesanti, es. cadmio), pertanto si ravvisa la necessità di ulteriori valutazioni sanitarie, che eventualmente comprendano anche analisi degli inquinanti nelle matrici ambientali2. KME ha sempre ignorato tali dati sanitari, nonostante le richieste avanzate in sede di osservazioni: solo oggi, a seguito del preavviso di diniego (art. 10Bis) richiede una proroga per poterli valutare definendoli “dati che non erano disponibili al momento della stesura del progetto”. KME inoltre ha finora eluso le richieste di un’analisi degli impatti sanitari secondo le linee guida ministeriali (VIS), procedura non obbligatoria in questo caso, ma richiesta da alcuni enti preposti alla valutazione del progetto (ASL e Comuni)

– le condizioni morfologiche della Valle del Serchio sono di certo sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti atmosferici, inoltre i risultati di campagne di rilevamento nel comune di Barga con mezzo mobile Arpat hanno evidenziato superamenti di alcuni inquinanti3. KME ha presentato simulazioni di diffusione degli inquinanti atmosferici non soddisfacenti, a giudizio delle associazioni scriventi. Tali previsioni inoltre superano di 6 volte i valori di deposizione al suolo delle diossine indicati da EFSA, le cui linee guida KME continua ad ignorare.

– con l’ordinanza provinciale 258 del 22 luglio 2008 si segnalavano superamenti di alcuni inquinanti in terreni esterni allo stabilimento KME4 . Ai sensi dell’art. 242 d.lgs 152/2006, è stato richiesto da alcuni enti (Regione, ARPAT) un piano di caratterizzazione dei terreni interni allo stabilimento KME. Le procedure di analisi dei terreni sono ancora in corso (qui gli atti finora pubblicati).

– la funzione dell’impianto proposto è lo smaltimento di rifiuti più che la produzione energetica5. A giudizio delle associazioni scriventi tale concetto trova conferma a più livelli: sia in termini di efficienza energetica che dal punto di vista economico sia, soprattutto, alla luce di sentenze della corte di giustizia europea, come presentato da varie associazioni in sede di osservazioni e di inchiesta pubblica.

– alla luce delle direttive europee il progetto non può essere considerato un esempio di economia circolare6. A giudizio delle associazioni scriventi, KME continua ad interpretare a proprio piacimento le linee guida europee, travisando totalmente la gerarchia suggerita per il trattamento dei rifiuti.

– è necessario un coinvolgimento delle comunità locali nei processi decisionali riguardo a tale impianto, come suggerito anche da una mozione del Consiglio Provinciale di Lucca7. Sarebbe opportuna la creazione di un tavolo di confronto tra le parti, ivi comprese le comunità locali, per individuare progetti alternativi di rilancio dello stabilimento KME e di trattamento dei rifiuti del comparto cartario, in modo da fornire adeguate garanzie sanitarie e ambientali8. Di contro KME si è sempre sottratta al confronto con le comunità locali nell’ambito del processo partecipativo indetto ai sensi della legge regionale sulla partecipazione.

Certi di un Vostro fattivo interessamento in questa questione di assoluta centralità per il futuro della Valle del Serchio, rimaniamo in attesa dei Vostri contributi, fondamentali a comprendere, nel dettaglio, i diversi punti programmatici dei Vs disegni politici, soprattutto in merito al tema ambientale.

RISPOSTE DEI CANDIDATI (in ordine di ricezione)

TIZIANA VIGNI, MOVIMENTO 3V LIBERTA’ DI SCELTA

1.Sì. Una centralina di controllo della qualità dell’aria è indispensabile in prossimità di un impianto di produzione di laminati industriali e in generale di produzione di leghe metalliche e acciai. La centralina dovrebbe essere gestita dall’ARPA T e pagata dalla compagnia che gestisce l’impianto.
2.Sì. Disporre di un data set meteo-diffusionale della zona interessata dalle emissioni generate dall’impianto di produzione di laminati industriali di Barga è la condizione per rendere utili le misurazioni della qualità dell’aria sia con centraline fisse che mobili.
3. Sì. E’ un principio di partecipazione corrispondente alla nostra idea di democrazia, quello per cui gli insediamenti produttivi inquinanti debbono essere accettati dalla popolazione, dopo una esaustiva informazione e inchiesta pubblica, per essere costruiti. Non si può accrescere il proprio benessere con la salute degli altri. All’opposto di quanto sostiene il Renziano Giani, non si attraggono investimenti che portano morte. O anche solo forte disagio.
4. Si. Per i motivi di cui al punto precedente.
5. Sì. L’economia circolare è nel programma del Movimento 3V. Il perseguimento di soluzioni ispirate alla economia circolare nel trattamento dei rifiuti solidi, in questo caso del comparto cartaceo, è benvenuta.
6. Sì. L’attuazione del principio di precauzione è il nostro obiettivo in materia sanitaria e ambientale. Sebbene esso sia affermato nell’Ordinamento europeo fin dal Trattato di Maastricht del1991 e nell’Ordinamento fin dal 2001, con la legge quadro n. 36 sulle emissioni elettromagnetiche, esso è largamente inapplicato. In materia di protezione dall’elettrosmog la Corte Costituzionale è arrivata ad affermare che il principio di precauzione è rispettato quando sono rispettati i limiti di esposizione stabiliti dal Governo (Berlusconi) con DPCM 8/7/200 3 GU 199/200 3. Si tratta di una interpretazione assai riduttiva del principio di precauzione che ribalta l’orientamento della stessa Corte, espresso nel1999 nella Sentenza che ha risolto in favore della Regione il conflitto di attribuzione tra poteri dello Sato a proposito della legge Regionale Veneto 27/199 3, che introduceva un limite per il campo magnetico a frequenza industriale, per esposizioni croniche, 500 volte inferiore al limite stabilito dal Governo con DPCM 22/4/1992. La regione deve intraprendere ogni battaglia, anche davanti la Corte Costituzionale, per ristabilire nella sua accezione più genuina il principio di precauzione, per ribaltare l’orientamento della Consulta del 2003 e tornare a quello del1999. Tra l’altro la Sentenza del 1999 era basata sul riconoscimento della potestà regionale di legiferare in materia ambientale in modo più cautelativo dello Stato laddove nel suo territorio o in parti significative di esso si registra una mortalità superiore alla media per una o per tutte le cause, dato che risulterebbe in Val di Serchio.
7. Sì. E’ indispensabile la moratoria nei confronti dell’impiego delle onde centimetriche nella tecnologia SG, in presenza di una produzione scientifica quasi nulla sull’argomento sotto il profilo degli effetti biologici. Ma è importante evidenziare anche la pericolosità – accertata negli studi in vivo del National Toxicology Program USA (2017) e dell’Istituto Ramazzini di Bologna – della banda di frequenze già dei 2G (GSM), 900 e 1900 MHz, che saranno utilizzati anche per il SG e che sono utilizzate anche per ii 4G. Il rischio cancerogeno connesso all’impiego delle radiaizoni della telefonia cellulare non è solo un problema del 5G, ma è un problema generale di tutte le forme di elettrosmog e di tutte le generazioni della telefonia wireless, come ben compreso dalla Suprema Corte di Cassazione, con la Sentenza 174 38/2012, dalle Corti di Appello di Brescia (2010 ) e di Torino (Dic. 2019), dai Tribunali di Ivrea, Firenze, Monza, con sentenze che hanno condannato I’INAIL a riconoscere la malattia professionale da telefono cellulare. la Regione deve impugnare davanti alla Consulta per conflittio di attribuzione tra poteri dello Stato il decreto Rilancio, che ha attuato il piano Colao, modificando in senso !assista gli articoli 8 della legge 36/2001 e il Titolo IV del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
8. Sì. E’ indispensabile che si tenga conto delle osservazioni prodotte dalla cittadinanza in tutte le inchieste pubbliche relativi ad atti autorizzatori in materia ambientale. Troppe volte l’inchiesta pubblica si trasforma in un pro forma per ottemperare ad un adempimento che riguarda la partecipazione dei cittadini alla vita del territorio e che si vuole invece mortificare, come quando tale adempimento non era neanche previsto. Occorre anche dare il via, presso la Commissione Ambiente della Regione, ad una inchiesta che quantifichi il numero delle osservazioni in sede di inchiesta pubblica accolte rispetto al numero di quelle formulate e sospendere e rivedere le autorizzazioni in cui le osservazioni non somo state accolte affatto. Questo vale anche per l’impianto di laminati industriali di Barga, tanto più che l’iter autorizzatorio per il pirogassificatore non è concluso.
9. Sì. Ciò corrisponde ad un obiettivo del Movimento 3V. Ricondurre sotto il controllo della Sanità Pubblica ciò che un maledetto referendum radicale (abrogazione di parte dell’art. 20 e di diverse norme della legge di riforma sanitaria 833/1978) ha portato nell’ambiente, sulla considerazione del fatto che la inosservanza delle leggi ambientali quasi mai ha rilievo penale, mentre la inosservanza delle leggi sanitarie sì. Un referendum camuffato di buone intenzioni ma in sostanza un referendum neoliberista inteso ad accelerare l’assoggettamento dei diritti di cittadini, in primo luogo quello della salute, agli interessi del
mercato.

MARCO BARZANTI, PARTITO COMUNISTA ITALIANO

1) La rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria in Toscana è assolutamente insufficiente. I punti di rilevamento attualmente installati non sono numericamente adeguati e, soprattutto, non sono presenti in molti siti che invece presentano probabili criticità. Fornaci di Barga è sicuramente un sito che necessita di un presidio di rilevamento con postazione fissa. La presenza pluridecennale di un impianto industriale e le particolari condizioni orografiche di valle chiusa che non facilita la circolazione dell’aria, impongono un controllo costante della qualità dell’aria; ma ciò appare ancora più urgente alla luce della minaccia di realizzarvi un impianto di incenerimento.
2) L’implementazione di un dataset meteo-diffusionale rappresenterebbe un importante tassello per la reale conoscenza delle condizioni atmosferiche di un territorio. L’aria è un bene comune per eccellenza; come tale tutte le attività legate al suo studio, al reperimento dei dati, al monitoraggio, etc., dovrebbero esercitate in ambito pubblico, utilizzando gli enti e le professionalità della Regione (Arpat, Lamma, etc), ma anche altre forme di gestione collettiva e partecipata da parte della cittadinanza.
3) Numerosi elementi ormai hanno certificato la contrarietà delle comunità della Valle del Serchio al progetto di pirogassificatore proposto da Kme: la grande manifestazione di Fornaci di Barga dell’autunno 2018 contro il pirogassificatore con una partecipazione popolare senza precedenti nella zona; il pronunciamento contrario delle due Unioni dei Comuni, della quasi totalità delle Amministrazioni Comunali, di numerose associazioni e comitati; la raccolta di circa 9000 firme di cittadini contro il progetto; le conclusioni del processo partecipativo che hanno evidenziato i forti timori della popolazione nei confronti del progetto presentato da Kme; le numerose e circostanziate osservazioni fatte al progetto nell’ambito del processo autorizzativo; infine l’inchiesta pubblica promossa dalla Regione Toscana, che ha evidenziato nuovamente il parere contrario della amministrazioni comunali interessate (Barga e Gallicano), di numerose associazioni di categoria, Comitati etc., supportate dal parere di esperti e tecnici di valore, che hanno smontato buona parte delle relazioni di parte di Kme. Come si vede la mobilitazione in ambito locale è stata compatta e massiccia; la volontà delle comunità locali è chiara e non può essere aggirata; il progetto del pirogassificatore non può essere autorizzato!!
4) La costituzione di un tavolo di lavoro tra le parti interessate (azienda, lavoratori, cittadinanza e comitati, enti locali, Regione, Stato, eventuali altri enti terzi) è aspetto fondamentale ed auspicabile. Ciò anche per trovare una soluzione corretta ad un problema che può essere ambientale e sanitario, ma contemporaneamente anche occupazionale e di tutela dei lavoratori Kme ed indotto. Non dobbiamo dimenticarci dei lavoratori e della difficile situazione in sui si trovano, impegnati a difendere da un lato il proprio posto di lavoro e dall’altro la propria salute e l’ambiente in cui vivono. Oggi sindacati e lavoratori sono, purtroppo, molto più deboli che in passato. I livelli occupazionali e la dignità dei lavoratori devono essere assolutamente salvaguardati. No alle guerre tra poveri! Non cadiamo nella trappola strumentale di mettere l’uno contro gli altri i lavoratori con le popolazioni locali che difendono il territorio dal progetto di pirogassificatore. Guai a sbagliare chi sia l’avversario. I veri nemici dei lavoratori e dei territori sono il liberismo sfrenato, l’esasperazione delle logiche di mercato, ed aggiungiamo il disimpegno del ruolo dello Stato nell’economia. Sottolineamo, le politiche di privatizzazione, liberalizzazione ed austerity sostenute dall’Unione Europea, le “riforme” che hanno ridotto lo Stato a mero spettatore dei processi economici, indeboliscono i lavoratori ed i territori, avvantaggiando il capitale e le imprese, spostando nettamente in favore di quest’ultimi i rapporti di forza. Gli interessi di un territorio (inteso in senso ampio come popolazione che lo abita e come ecosistema che lo caratterizza) e dei lavoratori devono essere preminenti rispetto alle logiche del profitto e quindi preminenti rispetto agli interessi di un’azienda. Il progetto di realizzazione di un pirogassificatore a Fornaci da parte di Kme contrasta con l’utilità sociale. Tale progetto non può rimanere senza un’alternativa. Pertanto, come già sostenuto da un rappresentante del PCI durante l’inchiesta pubblica, sollecitiamo la costituzione di questo tavolo di confronto collettivo, per elaborare un nuovo progetto industriale, con al centro la tradizionale attività di quest’industria, vale a dire la lavorazione dei metalli. Un progetto che possa prevedere anche una quota di autoproduzione di energia da fonti veramente pulite e rinnovabili, che garantisca i livelli occupazionali e la dignità dei lavoratori, in armonia con le caratteristiche, le aspirazioni, i bisogni del territorio, delle popolazioni e delle altre attività economiche presenti. Chiediamo un grande sforzo di responsabilità sociale da parte di un’industria presente, seppur con diversi assetti proprietari, da un secolo in questo territorio; chiediamo un altrettanto grande sforzo anche alle Istituzioni Pubbliche, da quelle locali fino a quelle Regionali e Nazionali, per rendere possibile una soluzione come quella sopra auspicata. Peraltro se ciò non fosse possibile, anche per volontà dell’Azienda stessa, dovrà essere lo Stato ad assumersi la responsabilità sociale di portare a soluzione la vicenda, anche in relazione al dettato dell’art. 43 della Costituzione e considerata la produzione metallurgica un’attività “a carattere di preminente interesse generale” e strategico. Come accade in altre situazioni anche più grandi della presente vicenda gassificatore Kme, vedi Ilva di Taranto, laddove i progetti aziendali e le logiche del profitto non trovino soluzione con i legittimi interessi di tutela dell’ambiente, della salute e del diritto al lavoro, la strada della nazionalizzazione, quindi dell’acquisizione della proprietà da parte dello Stato, deve essere la via maestra.
5) E’ indubbio che la problematica della gestione degli scarti di lavorazione dell’industria cartaria vada affrontato. Ma la soluzione non può essere quella di bruciarli in un impianto di pirogassificazione!! E’ un sistema che va bene per i bilanci delle aziende (quelle cartarie ridurrebbero i costi di smaltimento rispetto ad ora; la Kme lucrerebbe sull’acquisizione di tali scarti) ma scarica costi sociali, ambientali, sanitari sul territorio e le popolazioni della Valle del Serchio. Questa non è assolutamente “economia circolare” come Kme vorrebbe far intendere!! Sarà necessario lavorare in una duplice direzione: da un lato migliorando qualitativamente la raccolta della carta da macero in modo da ridurne gli scarti presenti; dall’altra attraverso processi innovativi che ne prevedano il riutilizzo come materia (non come combustibile). In questo senso progetti come quello Life Ecopulplast vanno nella giusta direzione ed aprono nuovi orizzonti alla gestione degli scarti di lavorazione. Ma il Pci ritiene che la problematica vada affrontata con un ruolo ben diverso da parte dello Stato e del Pubblico; basta con un Stato che funge da semplice spettatore o regolatore, lasciando campo libero all’intervento dei privati. Lo Stato deve essere in prima linea innanzitutto sulla Ricerca scientifica in questo campo, ma anche nella gestione di tutto ciò che riguarda il ciclo dei rifiuti. Aprendo una piccola parentesi rispetto al tema dei rifiuti industriali, vogliamo approfittare di questo spazio per ribadire che la gestione dei servizi pubblici (come appunto rifiuti, produzione di energia, servizi idrici) devono essere ripubblicizzati. Il sistema degli ATO si sta rivelando fallimentare, anche laddove i servizi vengono gestiti da Spa con partecipazione solo pubblica (vedi nel territorio di riferimento Gaia Spa); un servizio pubblico va gestito con una forma giuridica che risponda al diritto pubblico, sottostante al giudizio ed agli interessi del cittadino, e non al diritto privato, come una Spa, che risponde agli interessi degli azionisti e del profitto. In uno slogan di poche parole il Pci sostiene “Più Stato e meno mercato”.
6) I dati finora emersi circa la qualità dell’aria, il possibile inquinamento dei suoli, nonché l’incidenza nella Valle di alcune patologie in misura maggiore che nel resto della Regione, impongono riflessioni ed approfondimenti accurati. Ben vengano progetti come quello di Citizen Science che mettono insieme Asl, Comuni, Centri di ricerca universitari e cittadinanza nello studio delle sopra citata possibili criticità. E’ sicuramente da affermare il principio di precauzione, per cui si ferma qualsiasi autorizzazione che possa fare pensare ad un peggioramento del quadro emissivo, almeno finchè gli studi di cui sopra non siano conclusi, facendo luce sulla reale situazione di aria, suoli e salute.
7) Lo stesso principio di precauzione dovrebbe valere anche in altre situazioni in cui non si conoscono le conseguenze di determinate tecnologie sull’ambiente e sulla salute. La questione del 5G è emblematica in questo senso. A fronte del fatto che centinaia di Comuni abbiano deciso una moratoria sull’installazione del 5G nel loro territorio, finchè non saranno noti dati scientifici affidabili, il governo accentra ogni decisione in tal senso e disarma i Sindaci stessi. Le lobbies delle telecomunicazioni sono evidentemente fortissime; uno dei suoi esponenti di punta, Colao, chiamato dal Governo a redigere un piano per il rilancio del Paese, ha fortemente proposto ed auspicato misure che impedissero la cosiddetta “opponibilità” delle Amministrazioni locali di fronte a progetti di respiro più ampio. Nel Decreto Semplificazioni del Governo Conte, seppur con parole diverse, viene sostanzialmente sancito questo principio. Giova ricordare che se in futuro lo stesso principio sancito per le reti di telecomunicazioni, venisse esteso ad altre situazioni impiantistiche, mobilitazioni come quelle realizzate in Valle del Serchio contro il pirogassificatore sarebbero sostanzialmente bloccate e depotenziate. A questo è ridotta la nostra democrazia!!
8) La posta in gioco, in relazione alla proposta di realizzare l’impianto di pirogassificazione a Fornaci di Barga, non è tanto, come sostiene Kme, quella di ridurre i costi energetici, realizzando un impianto per la autoproduzione di energia, quanto quella di entrare nel business dei rifiuti industriali. A supporto di ciò: il presunto gap nei confronti di altri Paesi, tra cui la Germania che Kme prende come riferimento, è stato quasi annullato con le disposizioni dello scorso anno a favore delle imprese energivore; esistono altre soluzioni tecniche per la autoproduzione di energia, al limite anche parziale, con tecniche veramente pulite ed a ridotto impatto ambientale (vedi fotovoltaico); non sta scritto da nessuna parte che le aziende manifatturiere debbano necessariamente autoprodurre l’energia di cui necessitano; l’impatto economico sui bilanci ci dice che il vero beneficio all’azienda deriverà dai ricavi per il conferimento del pulper da parte delle aziende cartarie, più che dal risparmio energetico sul ciclo produttivo. In considerazione di cio’ al Pci appare corretta l’interpretazione che classifica il pirogassificatore proposto da Kme come “impianto di smaltimento rifiuti”.
9) Da alcuni anni sta avanzando nel nostro Paese la tendenza ad eliminare e bypassare tutta una serie di controlli e Valutazioni, di carattere ambientale e sanitario, che si cerca di far passare come ostacoli allo sviluppo, invece che di passaggi volti a tutelare i cittadini ed il territorio in cui vivono. Tale tendenza si fa sempre più forte in periodi di situazione emergenziale come quello che stiamo attualmente vivendo. Purtroppo l’interesse delle lobbies capitalistiche ed industriali, le ragioni del profitto e del capitale, stanno schiacciando il diritto dei cittadini alla tutela della propria salute e dell’ambiente. Il Pci è quindi favorevole ad introdurre l’obbligatorietà della VIS (Verifica Impatto Sanitario).

IRENE GALLETTI, FLORA PROTA, PAOLO PESCUCCI, MANUELA BELLANDI, CLAUDIO LOCONSOLE – MOVIMENTO 5 STELLE

1) Sì, lo devono chiedere anche i sindaci.

2) Sì, chiediamo anche che venga riscritto il piano regionale di tutela della qualità dell’aria.

3) Sì, abbiamo portato la voce dei 9000 cittadini con i nostri atti

4) Sì, lo abbiamo chiesto alla Giunta.

5) Sì, Giannarelli ha presentato una proposta di legge sull’economia circolare e su rifiuti zero e guidato una commissione d’inchiesta che ha concluso i lavori chiedendo un piano regionale per l’economia circolare anche per i distretti produttivi come il distretto cartario.

6) Sì

7) —-

8) Sì

9) Sì

TOMMASO FATTORI – SI TOSCANA A SINISTRA

1) Come Toscana a Sinistra chiediamo da tempo che Regione Toscana si attivi con Arpat, in accordo col Comune di Barga, perché sia installata una centralina fissa a Fornaci di Barga che garantisca il monitoraggio continuo della qualità dell’aria e a riguardo abbiamo presentato a ottobre 2019 la mozione “In merito all’attivazione di una centralina fissa per il monitoraggio della qualità dell’aria a Fornaci di Barga”. Ricordiamo come peraltro una centralina fissa manca nel Comune di Barga dal 1998 e spiace dover insistere di fronte all’inerzia della Giunta regionale, che non ha dato seguito agli indirizzi contenuti anche nelle due mozioni di Sì Toscana a Sinistra approvate in Consiglio il 4 luglio 2018 e il 30 gennaio 2019, che impegnavano il governo regionale a garantire il monitoraggio costante della qualità dell’aria.
2) Tra i temi per cui mi sono sempre impegnato vi è proprio quello dei beni comuni. Sono stato infatti membro fondatore del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e della Rete Europea dell’Acqua e mi onoro di essere stato tra i principali promotori dei referendum che nel giugno 2011 hanno portato alle urne 27 milioni di cittadine e cittadini, consentendoci di ottenere una vittoria senza precedenti: il 96% di Sì per l’acqua bene comune e per la gestione pubblica dei servizi locali. Ed anche i recenti cambiamenti normativi regionali in materia di beni comuni sono frutto di proposte di legge di Toscana a Sinistra. Il nostro impegno sarà sempre quindi quello di riconoscere e tutelare la gran quantità di esperienze che si stanno moltiplicando grazie a gruppi di cittadini che si prendono cura di beni comuni urbani o rurali. Nella specifica situazione di Fornaci di Barga, con le sue particolari caratteristiche morfologiche e climatiche e con riferimento anche al fenomeno della c.d. “inversione termica”, è essenziale che tutti i dati meteo siano a disposizione della cittadinanza per garantire un dibattito pubblico basato su dati certi e incontrovertibili.
3) Il pirogassificatore di Fornaci di Barga è una bomba ecologica, un progetto di incenerimento utile soltanto alla Kme per abbracciare il business dei rifiuti. In questi giorni di schermaglie elettorali ricordiamo a tutti che non lo vuole la popolazione, non lo vogliono i comuni interessati né la provincia di Lucca, non lo vuole il Consiglio regionale. Quindi quest’opzione non deve essere rimessa in campo.
4) il progetto di piattaforma energetica tramite pirogassificazione nello stabilimento Kme non ha le condizioni minime per andare avanti, non potrà mai superare i rilievi critici emersi, come il contrasto con gli strumenti urbanistici comunali, gli impatti devastanti sul paesaggio e i serissimirischi per la salute pubblica. Se Kme vuole consigli su come ridurre i propri costi energetici, siamo a disposizione per aiutarla, coinvolgendo esperti e cittadini, per individuare le migliori soluzioni in materia di efficientamento energetico industriale.
5) Serve un vero dibattito, pubblico e trasparente, sul futuro della gestione dei rifiuti delle cartiere, senza che vengano imposte soluzioni che non hanno niente di ecologico, né di circolare. Serve la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico, partecipato anche dalla popolazione, che lavori seriamente attorno alle ipotesi veramente circolari per risolvere il problema degli scarti dell’industria cartaria. Bisogna avere i dati aggiornati sui quantitativi di scarto di pulper del distretto cartario lucchese che vanno smaltiti ogni anno. Ed il dibattito deve concentrarsi affinché tutte le cartiere si dotino di sistemi tecnologici per la sua riduzione, separando la frazione umida e cellulosica, riducendo così lo scarto. E affidarsi, invece che a fantomatici pirogassificatori, a sistemi di trattamento a freddo come Ecopulplast per il recupero della plastica del pulper al fine di produrre pallet ed altri manufatti in plastica ‘seconda vita’: è questa la direzione giusta da intraprendere.
6)  I risultati relativi all’aggiornamento dei dati di mortalità e dei ricoveri ospedalieri nella Valle del Serchio conferma, ad oggi, il quadro sfavorevole dei residenti per alcune patologie croniche: una situazione preoccupante già emersa da studi precedenti. Qualunque nuova fonte di emissioni non potrà quindi che essere valutata alla fine delle indagini epidemiologiche in corso, così come vanno portate a necessario compimento tutte le bonifiche necessarie nell’area.
7) Il Consiglio regionale a fine gennaio ha approvato una nostra mozione, “In merito all’inquinamento elettromagnetico e alla valutazione preliminare dell’impatto della tecnologia 5G anche in relazione alla saturazione dello spazio elettromagnetico”, che impegna la Giunta a “coinvolgere le autorità locali e Arpat per il monitoraggio e la pianificazione congiunta degli impianti 5G in base al principio di precauzione e di tutela della salute pubblica”. Gli altri due punti del dispositivo finale impegnano la Giunta a “garantire ad Arpat risorse e personale sufficienti per monitorare gli effetti e le ripercussioni dei campi elettromagnetici su popolazione ed ecosistema e la relazione tra avvento del 5G e saturazione dello spazio elettromagnetico” e a “tenere aggiornata la mappatura delle antenne presenti sul territorio regionale, con l’ausilio di Arpat”. Al di là del dibattito scientifico in corso su questa nuova tecnologia, è acclarato che lo spazio elettromagnetico è saturo e bisogna procedere con tutte le precauzioni necessarie.
8)  Ricordando le citate sentenze della Corte europea, 317/07 e 251/07, la proposta diimpianto KME va giudicata tenendo conto di aspetti fondamentali per la classificazione, ovvero la depurazione del syngas e la produzione di energia generata dall’impianto rispetto ai rifiuti inceneriti. Si tratta, in sintesi, di un impianto di incenerimento finalizzato allo smaltimento di rifiuti, come il comitato la Libellula ha correttamente sostenuto sia in sede di osservazioni al progetto sia in sede di inchiesta pubblica. L’impianto verrebbe infatti alimentato esclusivamente da rifiuti prevalentemente cartari e per smaltirli l’azienda otterrebbe un ricavo superiore al valore dell’energia prodotta. Il syngas prodotto, non essendo depurato, non si configurerebbe come combustibile atto ad essere utilizzato altrove ma sarebbe interamente destinato alla combustione in loco.
9)  La VIS sopratutto nel caso specifico della KME è irrinunciabile considerato che parliamo di un’area in cui si riscontra una situazione sanitaria preoccupante, come da studi e rilevamenti statistici.

FILIPPO BARSI – SI TOSCANA A SINISTRA

1) Io, come tutta Toscana a Sinistra, sono d’accordo con il posizionamento della suddetta centralina di rilevamento della qualità dell’aria, e, in generale, noi crediamo moltissimo nella salubrità del territorio come base fondante del benessere e della salute del cittadino e riteniamo importantissimo il monitoraggio della qualità dell’aria e la lotta per il suo miglioramento come mezzo delle condizioni di vita di tutte/i.

Inoltre, riteniamo sia fondamentale, nel caso della KME di Fornaci di Barga, studiare, attraverso questa attrezzatura, la qualità dell’aria prima di ogni qualsiasi possibile intervento costruttivo di certe strutture di pirogassificazione, in quanto, lo studio approfondito dell’aria permette di capire se l’aria è già o no degradata, quanto e se l’inserimento di un’ulteriore fonte di possibile inquinamento, la deteriorerebbe irrimediabilmente (cosa che noi crediamo fermamente).

2) Penso che sia fondamentale costruire questo dataset meteo-diffusionale, coinvolgendo tutti gli enti pubblici più indicati sul tema come i citati Lamma e Arpat, in modo da un lato di conoscere realmente la qualità dell’aria e la diffusione degli inquinanti in caso di costruzione del pirogassificatore della KME e dirimere definitivamente la diatriba tra i modelli presentati dall’azienda stessa e dagli enti locali che si oppongono al progetto.

Anzi, sarebbe importantissimo, credo, realizzare un dataset simile non solo per Fornaci e Barga, ma anche per il resto della Valle del Serchio, che presenta criticità per la qualità dell’aria e delle sue importanti falde acquifere, in modo da conoscere in modo esatto la diffusione degli inquinanti nel territorio e iniziare un possibile studio di miglioramento della condizione ambientale dello stesso.

Infine, credo sia opportuno, sfruttando anche l’assist della citata legge regionale sui beni comuni, coinvolgere nella tutela del bene ambientale in tutte le sue forme, non solo gli enti pubblici e privati preposti, ma anche quella parte dei cittadini del territorio, rappresentato dalle associazioni e dai gruppi organizzati, che vogliono difendere attivamente la loro terra e il loro mondo dall’inquinamento e dal degrado ambientale. Credo che questo sia fondamentale. Personalmente, sono estremamente favorevole a questo tipo di partecipazione attiva della cittadinanza, in quanto credo fermamente nell’impegno di tutte/i nella lotta il miglioramento e la difesa del territorio, del benessere e della salute propria e altrui.

3) Come detto precedentemente, io credo che la partecipazione attiva della cittadinanza ai processi decisionali sia fondamentale e che la voce della cittadinanza debba essere sempre al centro di ogni ragionamento intorno al possibile sviluppo di progetti così impattanti sulla vita dei cittadini. Per questo ritengo che, se la voce della cittadinanza si è fatta sentire così forte e chiara, sia necessario per tutti, dalle istituzioni a KME, prenderne atto e agire di conseguenza, in rispetto della volontà popolare.

Anzi, mi sento in dovere di lodare profondamente la forza di volontà e la fermezza d’opinione nella lotta contro il pirogassificatore della cittadinanza della Mediavalle del Serchio. A questa lotta, varie anime che compongono Toscana a Sinistra hanno partecipato attivamente, e Toscana a Sinistra, attraverso l’azione di Tommaso Fattori, si è sempre fatta portavoce nelle stanze del governo regionale della voce della cittadinanza locale fin dagli albori della sua lotta.

4) Penso sia chiaro che, se la vittoria contro il pirogassificatore della KME portasse alla chiusura degli stabilimenti, questa vittoria sarebbe una vittoria “di Pirro”, o forse anche una completa sconfitta. Io credo fermamente, come la lista di cui faccio parte, che la salvaguardia ambientale e la salvaguardia del lavoro non sia antitetici, ma anzi che possano convivere e influenzarsi l’un l’altro. Noi proponiamo, come centro del nostro progetto per una Toscana diversa e migliore, una svolta verde dell’economia, non solo per Fornaci, ma per tutta la regione, ma di cui Fornaci potrebbe essere il cuore pulsante. Questa svolta verde porterebbe enormi vantaggi per tutti, in quanto da un lato, permetterebbe a tutte/i di vivere finalmente in un ambiente salubre e sicuro e dall’altro, non solo difenderebbe, ma anzi creerebbe migliaia di nuovi posti di lavoro, stabili e ben retribuiti.

Inoltre, per riuscire a far accantonare definitivamente un progetto del genere, è necessario presentare una controproposta credibile e fattuale, che non solo difenda l’ambiente, ma vada a difende gli interessi, non solo dell’azienda, ma soprattutto dei lavoratori e delle lavoratrici che dipendono economicamente da essa.

Io credo, quindi, che sia centrale nel progetto di sviluppo della KME la creazione di questo tavolo di lavoro, che coinvolga le amministrazioni locali, l’azienda e le varie anime della cittadinanza, e che miri, in sinergia con il grande e rinomato Polo Universitario di Pisa (che comprende la Scuola di Alti Studi Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore e il centro di sperimentazione del CNR più grande d’Italia) al rilancio della KME come polo di ricerca industriale verde di livello internazionale, in cui sviluppare nuove tecnologie e nuovi brevetti green, così tanto richiesti sul mercato internazionale, come è stato già tentato in periodo di lockdown con la sperimentazione dell’uso del rame come materiale antisettico in sostituzione dei prodotti in plastica.

5) Io, come la mia lista, proponiamo fortemente una svolta verde che tocchi ogni angolo del vivere comune, dall’economia (di cui abbiamo già parlato), alla salute, al riutilizza dei rifiuti e dei materiali di scarto. Noi proponiamo di indirizzare la nostra Regione verso una politica di zero rifiuti e di economia circolare verde, per cui la filosofia del Life Ecopulplast rientra a pieno titolo in quello che vogliamo, e realizzeremo se ne avremo la possibilità, per il nostro territorio e le sue aziende, come nel caso delle importantissime cartiere della Lucchesia. Per questo appoggio fermamente l’idea di costituire un tavolo di lavoro che, coinvolgendo tutti gli enti preposti, i poli di eccellenza e innovazione dell’Università di Pisa, la popolazione e le aziende del territorio, possa sviluppare questa idea nuova e verde di economia circolare.

6) Il diritto alla salute è un diritto fondamentale e “Non c’è salute senza un ambiente sano” questo è uno slogan che deve essere sempre presente nelle menti di tutti coloro che si trovano a trattare temi come quello della KME di Fornaci di Barga.

Noi, come Toscana a Sinistra, riteniamo un punto focale del nostro progetto di rilancio delle zone periferiche della nostra Regione, come la Valle del Serchio, quello di investire molto e con convinzione su un modello di sanità pubblica, locale e territorializzata, che sia a misura di ogni cittadino e guardi alle sue necessità non solo momentanee e cliniche, ma a tutte quelle inerenti il benessere della persona.

Per questo pensiamo che sia fondamentale tornare a una sanità preventiva, che miri non a “mettere una pezza” al problema contingente, ma che rimetta al centro della sua attenzione il benessere e la salute quotidiana del cittadino, attraverso, per esempio, la riattivazione degli ospedali e dei presidi ospedalieri locali e il finanziamento delle misure di prevenzione locale.

Quindi appoggeremo con forza ASL e i Comuni nell’affermazione del principio di precauzione, perché riteniamo che il primo e il più importante criterio di prevenzione e miglioramento del benessere delle persone sia la salubrità dell’ambiente in cui si vive. E ritengo che questo sia ancora più vero in un territorio come la Valle del Serchio già largamente inquinata, come è evidente dal livello per esempio dalla percentuale di morte per tumori legati all’inquinamento. Quindi è fondamentale non peggiorare il quadro emissivo con altre fonti di inquinamento come potrebbe essere il pirogassificatore della KME e affidarsi al parere di esperti e di tutti i cittadini che, attraverso le loro competenze personali, intendono impegnarsi a favore della tutela del loro territorio, come quello del progetto Citizen Science.

7) Penso che per quanto riguarda la tecnologia 5G la posizione che tutti dovremmo avere è di precauzione. Poiché non sono ancora certi gli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche e molte aree in cui si dovrebbero installare queste antenne sono a livello di saturazione per quanto riguarda gli standard internazionali di inquinamento elettromagnetico, ritengo che sia fondamentale attendere i risultati delle ricerche in corso e nel mentre prendere misure di precauzione e prevenzione del rischio. Inoltre, penso che sia importante rispettare da un lato le prerogative dei Comuni, e dall’altro delle comunità locali nel decidere autonomamente e con coscienza del proprio territorio in cui vivono, per cui appoggio con fermezza l’ostilità al piano Colao di sviluppo.

8) Le considerazioni di KME negli elaborati progettuali che prevedono l’incenerimento del syngas prodotto senza trattamento contrastano con l’inquadramento del gassificatore come a “recupero energetico”. Le sentenze della corte europea inquadrano, nel caso il syngas venga incenerito tal quale, l’impianto come inceneritore.

Pertanto, l’impianto di gassificazione è classificabile come impianto di smaltimento rifiuti e non di recupero energetico e pertanto incorre nei criteri valutativi escludenti per la sua realizzazione.

9) Concordo con la richiesta d’introduzione della obbligatorietà della Verifica Impatto Sanitario nei criteri di valutazione dei progetti di costruzione di impianti come il pirogassificatore della KME di Fornaci e in generale negli iter autorizzativi di competenza regionale. È fondamentale rimettere al centro della nostra attenzione la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente in cui questi vivono e questi obiettivi passano necessariamente da valutazioni approfondite sull’impatto sanitario e ambientale dei piccoli e grandi progetti locali e no.

MARIO PUPPA – PARTITO DEMOCRATICO

1) Uno dei miei impegni primari è far sì che vi sia un sostanziale miglioramento della qualità dell’aria in tutta la provincia, pertanto mi impegnerò per un costante e capillare monitoraggio di tutti quei luoghi dove se ne riscontri la necessità, quindi compresa Fornaci di Barga.

2) Ritengo lo studio del micro-clima importante per la comprensione dei mutamenti climatici che stiamo vivendo e, di conseguenza, attuare politiche condivise che tutelino l’ambiente e la cittadinanza. E’ pertanto auspicabile che venga implementato un dataset meteo-diffusionale che coinvolga diversi soggetti, al fine di creare una conoscenza diffusa che faccia da base per le future decisioni.

3) Ho in più sedi espresso il nostro parere in merito: sono convinto nel dire ‘no’ alla realizzazione del pirogassificatore e ritengo fondamentale arrivare a delle scelte condivise per il futuro dello stabilimento.

4) Credo fortemente nei processi partecipativi e nelle soluzioni condivise, quindi lavorerò perché il futuro della KME sia disegnato in un contesto il più ampio possibile.

5) Il problema del pulper di cartiera non riguarda solo le aziende ma la cittadinanza tutta. Per questa ragione, il mio impegno è quello di aprire un tavolo sulla questione. Questo mi permetterà anche di portare fondi europei sul nostro territorio, in modo da trovare soluzioni innovative per lo smaltimento di questo tipo di rifiuto, in linea con le politiche di economia circolare e di sostenibilità.

6) Il principio di precauzione è decisamente importante e, per questo, penso che, laddove, a fronte di studi accurati, sia evidente un peggioramento della qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini, esso vada attuato.

7) Credo nell’importanza degli studi sugli effetti di qualsiasi nuova tecnologia, affinché questa sia utilizzata nel miglior modo possibile e nel pieno rispetto della salute dei cittadini. Per questo voglio impegnarmi affinché studi autorevoli vengano promossi anche dalla Regione e si possa arrivare ad avere un quadro il più chiaro possibile su quelli che possono essere gli effetti del 5G.

8) Ritengo che il chiarire la classificazione dell’impianto proposto da KME sia una richiesta legittima e, se eletti, ne verificherò subito la fattibilità.

9) E’ mia intenzione impegnarmi ad accertare la possibilità dell’introduzione della VIS, secondo quelle che sono le linee guida imposte dal Ministero.

EROS TETTI – EUROPA VERDE

Premessa: la posizione assunta da Europa Verde ha principi chiari e rigidi nella materia che riguarda l’ambiente e la difesa ella salute, a prescindere dal momento elettorale contingente.

Li elenco:

  1. Nel conflitto ambiente-lavoro l’impegno è, sempre, a trovare una soluzione che armonizzi il rapporto fra i due elementi ma nel caso di impossibilità di tale armonizzazione, la scelta politica è sempre quella a favore dell’ambiente. Non possono esistere lavori che inquinino, distruggano, creino problemi alla salute, siano usuranti del lavoratore. E’ una nuova civiltà inevitabile nella lunga e secolare fase che si apre con gli errori umani che hanno prodotto il cambiamento climatico.

  2. La politica non può, per Europa Verde, più essere altro che l’espressone diretta della volontà popolare nei settori che riguardano la vita e la salute delle persone. Impegno del candidato è a costruire ed inserire nello Statuto regionale e negli statuti comunali l’istituto del Consiglio di Frazione e di Quartiere (assembleari e non deleganti) con poteri consultivo (il Sindaco o altri devono sempre, preventivamente acquisire il suo parere), di proposta e di controllo. Dunque dal processo partecipativo attivato in occasioni speciali si passa al protagonismo costante delle popolazioni e delle comunità in forma strutturata e riconosciuta giuridicamente.

  3. Con le nuove tecnologie il candidato proporrà la costruzione di un sistema permanente (modello Rousseau per dire un tipo conosciuto) di consultazione referendaria dei residenti in ogni occasione che riguardi ambiente e salute (ed altro).

Risposte alle domande

1: si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze.

2: si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze.

3: si prede atto della contrarietà delle comunità locali al pirogassificatore KME, come elemento di base per definire la posizione del candidato: la volontà popolare in campo sanitario è sempre l’elemento centrale, decisivo e superiore ad ogni altro elemento.

4: si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze.

5: si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze. Al proposito il Candidato ha nel proprio programma la proposta di incarico a Zero Waste ed a Rossano Ercolini affinché assuma un ruolo dirigente, presso la Regione Toscana, della questione rifiuti. Il Candidato ha firmato il Protocollo d’Intesa proposto da Zero Waste ai candidati.

6: si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze. Il Principio di precauzione europeo deve diventare norma obbligatoria per ogni progettazione, nei diversi campi, che comunque abbia a che fare con la salute delle persone. Non sapendo il risultato potenziale la norma è fermarsi e procedere a nuovi studi.

7: si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze. Vale quanto al Punto 6: per il principio di precauzione anche il 5G dovrà attendere risultati scientifici esaustivi che escludano conseguenze negative.

8: è passaggio essenziale chiarire la natura dell’impianto. Si esprime parere favorevole e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze.

9: si esprime parere favorevole all’obbligatorietà della VIS e si annuncia impegno diretto nell’ambito delle proprie competenze.

 

1 Cfr. delibera 649-11.6.2018 (accordo Regione-KME), [moz 1325, 1328].

2 [moz 1225,1325, 1596]

3 [moz 1325]

4 [moz 1325, 1328]

5 [moz 1325]

6 [moz 1325]

7 [moz 1225,1325, 1596]

8 [moz 1325]

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