Promossi in geografia

Tutti ricordano le cartine geografiche sui libri di scuola, non solo gli atlanti di geografia, ma – soprattutto – i libri di storia. Imperi, colonie, conflitti, tutti gli episodi più salienti erano accompagnati da cartine che mostravano come cambiavano i confini degli stati. Ai poveri studenti che imparavano la storia non era dato di sapere, se non per sommi capi, cosa comportavano quelle modifiche, a volte minime, sulla carta. Quanto lavoro, quante trattative, spesso quante vite umane erano costate quegli spostamenti di pochi millimetri sulla carta! Questi erano argomenti lontani, distanti dalla sensibilità dell’uomo comune.

Oggi che il nostro paese, almeno formalmente, non è in guerra da tempo, le cartine hanno assunto altri valori. Quelle che circolano sono per la maggior parte cartine turistiche. I contenuti sono generalmente sentieri, itinerari e poi monumenti da visitare, strutture ricettive, ristoranti. Quasi mai confini. I confini amministrativi interessano meno i turisti.

Le uniche eccezioni rimangono i perimetri dei parchi e delle riserve naturali.

Ma anche per questi, vien da chiedersi: quanto sono sentiti dall’uomo comune? Non dal turista che viene per uno scopo ben preciso, e quindi sa in partenza, ma per chi quelle zone le vive quotidianamente? Molto dipende da chi ha disegnato quelle linee. Suddivisioni amministrative calate dall’alto, poco possono condizionare la vita quotidiana. Ben diverso il caso di processi spontanei, o comunque condivisi, che nascono dal basso ed esprimono, allora sì, una sensibilità popolare ben precisa.

Ogni confine che non sia il punto di arrivo di un percorso culturale e di consapevolezza è destinato a rimanere solo una linea sulla carta. Se invece è vissuto come una conquista, allora diventa a sua volta il punto di partenza per qualcosa di più grande.

Da oggi il territorio di Barga entra ufficialmente nell’area MAB dell’Unesco. È una bella notizia, e per quelli che hanno lavorato già da un paio d’anni a questo progetto, è sicuramente un bel punto di arrivo. Ora dobbiamo far sì che questo percorso culturale e di consapevolezza si allarghi fino a coinvolgere tutti coloro che vivono in questi luoghi. La possibilità di rendere questo perimetro qualcosa di vivo e di reale dipende solo da noi. Il progetto MAB ci mette a disposizione ottimi strumenti, ora sta o noi utilizzarli al meglio. All’amministrazione comunale, ai gruppi di maggioranza e di opposizione va il nostro ringraziamento per aver saputo cogliere questa opportunità. Adesso, come facevamo a scuola, dopo aver tracciato i contorni di questo disegno, è il momento di prendere in mano le nostre matite e darci da fare per colorare quello che ci sta dentro.

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